In occasione di EXPOSED Torino Photo Festival, la Galleria Simóndi, in collaborazione con Micamera, presenta nella project room la serie fotografica The Golden Liquid (2024) di Giulia Iacolutti.
Attraverso la serie The Golden Liquid Giulia Iacolutti affronta l’allattamento — tema ancora largamente invisibile nelle politiche pubbliche — come uno spazio sottoposto a un rigido controllo socio-economico. All’interno delle sue opere, l’artista pone al centro il benessere psicofisico della diade, ovvero dell’allattante e dell’allattatə, come unica condizione imprescindibile. In questa prospettiva, indaga il latte umano, spesso definito “oro liquido” dell’alimentazione nella prima infanzia.
In collaborazione con i ricercatori del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, con il CIMA (Centro Interdipartimentale di Microscopia Avanzata) e con l’Istituto di Anatomia Patologica dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, l’artista analizza la composizione del proprio latte e gli effetti emotivi derivanti da un prolungato periodo di allattamento.
The Golden Liquid si configura come una ricerca multidisciplinare. La serie fotografica comprende immagini del latte umano, realizzate al microscopio nell’arco di tre anni di allattamento, accanto a dettagli del corpo connessi a questa pratica. Elemento distintivo del progetto è l’impiego della stampa in orotone, una tecnica antica di riproduzione che consente di ottenere positivi ai sali d’argento su vetro trattato alla gelatina e rivestito con pigmento metallico. A questo pigmento è stata inoltre aggiunta polvere d’oro a 22 carati, a rimarcare il valore simbolico del tema.
L’intervento nello spazio si apre con Formula (2026), una "reliquia" di latte trasformato in perla attraverso un processo di liofilizzazione.
Last Milk (2023) è un film Super 8 della durata di 2’ 18”, che documenta l’ultima spremitura manuale del latte. L’immagine, volutamente disturbante, vuole evocare la coercizione morale esercitata sul soggetto accudente, con l’intento di mettere in discussione l’opprimente idealizzazione del ruolo genitoriale.
In quel momento ho capito che non era lei a sopravvivere grazie a me, ma io grazie a lei (2023) restituisce in forma grafica un tracciato oculare: i microspostamenti della pupilla registrati mentre l’artista pronunciava questa frase, ricordando il primo attaccamento al seno della figlia. Lo spessore delle linee indica la velocità delle saccadi, mentre i punti dorati corrispondono alle fissazioni della pupilla.
Giulia Iacolutti (Cattolica, 1985). Fotografa e artista visiva, Giulia Iacolutti esplora forme visive volte a sovvertire schemi relazionali normalizzanti attraverso la fotografia, la performance, il video e le pratiche partecipative. Dopo la laurea in Economia dell’Arte presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, si è diplomata in Fotografia all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano e in Visual Storytelling alla Fondazione Pedro Meyer di Città del Messico. Ha esposto in mostre collettive e personali, tra cui: Kunst Meran (Merano), PAC (Milano), La Triennale (Milano), Galleria Civica MART (Trento), MUAC (Città del Messico), Galleria Akademija (Vilnius). È parte del progetto No Place Like Home. Italian Photography since che 1980s, a cura di Ralph Goertz, in tour presso le principali istituzioni tedesche, come Kunsthalle Darmstadt, Schauwerk Sindelfingen, Draiflessen Collection. La sua opera fa parte di collezioni pubbliche e private, come: Collezione Donata Pizzi (Roma), MUNAF (Cinisello Balsamo), Fondo Malerba (Milano), Biblioteca de La Galleria Nazionale (Roma), Artphilein (Lugano), Goriški Muzej (Nova Gorica), Musei Civici di Udine e Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Trieste.
Tra i premi vinti: Metamorfosi 2025 IIC di Praga, il Premio Mila 2024, il Premio Paolo Cardazzo 2021, il Premio Bastianelli 2020 con il suo primo libro Casa Azul. È stata beneficiaria dei bandi ministeriali Strategia Fotografia 2025, PAC Piano per l’Arte Contemporanea 2023, Refocus 2020 (MiC) e Italia Inclusiva 2022 (MAECI). Nel 2023 ha pubblicato, con la casa editrice bruno (Venezia), I don’t care (about football), finalista al Author Book Award 2023 (Arles).
Viene regolarmente invitata a tenere conferenze, lezioni e laboratori presso le principali istituzioni italiane, tra cui: ABA Roma, ABA Venezia, IED Milano, Festival della Filosofia di Modena, Fondazione Sozzani, e nelle Università di Udine, Padova, Trieste e Trento. Dal 2024 è parte del collettivo The Glorious Mothers.